Questo libro è una raccolta di esperienze riguardanti i gatti, che si svolge sulle colline dello Yorkshire, raccontate in prima persona dall'autore di questo libro il veterinario James Herriot. Infatti all'inizio del libro l'autore confessa di aver sempre avuto un debole per questi felini, è proprio questa sua passione che lo ha indotto a scrivere questo racconto.
Ogni capitolo parla di una storia di un gatto, che può essere randagio o domestico, quello randagio possiede la sua imprevedibile ed unica personalità. Mentre quello domestico è la reincarnazione felina del proprio padrone; vale a dire che questo gatto ha acquisito le abitudini e i comportamenti del proprio padrone, con il quale condivide la vita di ogni giorno.
Lo consiglio a tutti coloro che amano come me questi bellissimi felini. Un altro motivo per il quale consiglierei questo libro è perché è ricco di sentimenti e di riflessioni dell'autore ed in alcuni tratti è perfino commovente per chi è sensibile però alla sofferenza degli animali.
Valeria Losi 2A scientifico tradizionale
martedì 28 ottobre 2014
prossimo incontro
We Book riapre i battenti!!!!
Ci troviamo martedì 28 OTTOBRE 2014, alle ore 14.30 nei locali della biblioteca!Argomento: le nostre letture estive.
Vi aspettiamo numerosi! (Ricordate di portare qualcosa da mangiare per arricchire la nostra merenda...)
Daniela, Dionisia, Francesca
T. de Fombelle, Tobia: Un millimetro e mezzo di coraggio , San Paolo 2007
Tobia Lolness è alto un millimetro e mezzo e vive su un albero, sintesi di un mondo intero, fatto di buoni e cattivi ,amici e nemici, affetti e invidie, misteri, avventure, pericoli. Tobia fugge dopo che la sua famiglia è stata accusata di un crimine che non ha commesso. Non sa perchè, non sa dove andare, non conosce il mondo che lo circonda nè le persone che ci vivono, ma il senso di giustizia, e la speranza di salvare i suoi genitori lo spingono ad andare avanti. Dovrà imparare a leggere i segni intorno a sè, fidarsi o non fidarsi, scoprire e utilizzare risorse che non sapeva di possedere. Facendo tesoro della poca esperienza di vita, ricordando gli insegnamenti e le parole dei suoi genitori, immergendosi ogni giorno di più nel mondo del grande albero, troverà una sua strada, alcune risposte e altre domande.
E' un libro che si può leggere da ragazzini, godendo della storia piena di avventure, e in seguito rileggere più volte, scoprendo emozioni, sentimenti, significati, valori diversi, che lo rendono nuovo ad ogni lettura.
Elia Amighetti, 2 A scientifico
mercoledì 22 ottobre 2014
La giornata a tema del 18 ottobre
Una recensione "en passant" su una particolare mattinata al Liceo Celeri
"Due parole" sulla giornata a tema, organizzata dai ragazzi del nostro Liceo sabato 18 ottobre sulla delicata questione della sicurezza stradale, nonché in memoria di una giovane liceale, tragicamente scomparsa nel 2004, dopo esser stata investita da un' automobile, guidata da un conducente in stato di ebrezza.
Raramente in altre giornate di questo tipo si è notata una partecipazione così sentita, in alcuni momenti commossa da parte dei ragazzi e di tutti i presenti, a cui sono state fornite informazioni sulla tematica in programma; informazioni accompagnate da immagini e dall'accorata voce di chi ha vissuto sulla propria pelle la tragicità della perdita di una persone cara a causa dell'irresponsabilità di automobilisti distratti e/o ubriachi o quant'altro...
Pleonastico sottolineare che tali testimonianze avessero, causa di forza maggiore, insita una certa drammaticità, che molti insensibili commenti su Facebook hanno visto come uno squallido tentativo di fare audience. Come pensare ad un'eventualità tanto meschina dietro a così tragici vissuti? Non si discutono i gusti "ad personam", ma la mancanza di elitarietà d'animo di chi pubblicamente ha potuto anche solo dubitare che l'unico fine di una giornata di questo tipo fosse quello di sensibilizzare i ragazzi alla questione della sicurezza stradale, tematica per altro ineluttabilmente collegata a problemi altrettanto gravi e purtroppo sempre più diffusi tra i ragazzi, come l'abuso di alcool e/o di stupefacenti.
Per quanto concerne la seconda parte della mattinata, dedicata ad una rassegna canora, di pezzi musicali di generi diversi, accompagnati da ballerini e/o da musicisti, non avendo sicuramente avuto velleità di competizione a livello internazionale, ma semplicemente il fine di intrattenere il pubblico con una proposta volta anche a stemperare l'inevitabile drammaticità della prima parte, è indubbio si possa dichiarare complessivamente riuscita.
Quale la nostra chiusa?
La "pars costruens" di una critica è sempre piacevole, quando è innegabile il buon fine sotteso all'oggetto della critica stessa!!
La professoressa Vittori in collaborazione con la IV A liceo scientifico
giovedì 16 ottobre 2014
Marcos Chicot, L'assassinio di Pitagora
510 a.C.: Pitagora vuole nominare il suo successore, ma morti violente colpiscono i fedelissimi della sua confraternita, gli uomini più influenti. E, dall'esterno, Cilone trama contro Pitagora: gli è stato rifiutato trent'anni prima il suo ingresso nella setta e trama da allora contro i pitagorici, da lui mal tollerati nel Consiglio dei Mille.
Il libro è fedele agli episodi storici del VI sec. a.C., periodo nel quale Pitagora è stato uno degli uomini più influenti. I personaggi principali come Milone, il genero di Pitagora, Cilone, vendicativo e meschino, e Telis, il capopopolo sibarita, sono realmente esistiti e reale è la vicenda che li vede coinvolti, almeno nella sua parte principale, se escludiamo la finzione letteraria del giallo.
Nonostante le sue 700 pagine, la vicenda scorre velocemente, mentre si viene catturati dal mistero e dalla storia di Akenon e Arianna, figlia di Pitagora, sia per il loro pesante passato che per quanto si trovano a condividere nel presente.
Geniale la trovata dell’autore che presenta alcune pagine di un’inesistente Enciclopedia matematica, scritta da Socram Ofisis nel 1926 (Socram è Marcos al contrario): si comincia con la storia di Pitagora e si continua con la presentazione dei contenuti matematici, ovvero il pentacolo, il pi greco, la sezione aurea, il teorema di Pitagora e i numeri irrazionali.
Il libro è consigliato a tutti coloro che amano la lettura, perché è un modo diverso dal solito per imparare qualcosa della matematica e della filosofia del mondo pitagorico e della storia della fine del VI secolo a.C.
Per chi volesse avere ulteriori informazioni, inoltre, può visitare il sito dell’autore http://www.marcoschicot.com, nel quale viene raccontata la genesi del libro: la responsabile è Lucia, la primogenita di Chicot.
Daniela
Il libro è fedele agli episodi storici del VI sec. a.C., periodo nel quale Pitagora è stato uno degli uomini più influenti. I personaggi principali come Milone, il genero di Pitagora, Cilone, vendicativo e meschino, e Telis, il capopopolo sibarita, sono realmente esistiti e reale è la vicenda che li vede coinvolti, almeno nella sua parte principale, se escludiamo la finzione letteraria del giallo.
Nonostante le sue 700 pagine, la vicenda scorre velocemente, mentre si viene catturati dal mistero e dalla storia di Akenon e Arianna, figlia di Pitagora, sia per il loro pesante passato che per quanto si trovano a condividere nel presente.
Geniale la trovata dell’autore che presenta alcune pagine di un’inesistente Enciclopedia matematica, scritta da Socram Ofisis nel 1926 (Socram è Marcos al contrario): si comincia con la storia di Pitagora e si continua con la presentazione dei contenuti matematici, ovvero il pentacolo, il pi greco, la sezione aurea, il teorema di Pitagora e i numeri irrazionali.
Il libro è consigliato a tutti coloro che amano la lettura, perché è un modo diverso dal solito per imparare qualcosa della matematica e della filosofia del mondo pitagorico e della storia della fine del VI secolo a.C.
Per chi volesse avere ulteriori informazioni, inoltre, può visitare il sito dell’autore http://www.marcoschicot.com, nel quale viene raccontata la genesi del libro: la responsabile è Lucia, la primogenita di Chicot.
Daniela
mercoledì 15 ottobre 2014
Mirella Serri, Un amore partigiano
Come recita il sottotitolo, il libro è la storia di Gianna e Neri, “eroi scomodi della Resistenza”, così scomodi che, nonostante sia stata fatta giustizia sulla loro storia da personalità politiche come l’ex presidente della Repubblica Ciampi, la “cancellazione della loro memoria resiste e ancora non ha trovato accoglienza in tanti ricordi e fonti storiche”. Gianna e Neri hanno offerto la propria vita per la causa della resistenza, impegnandosi nella lotta partigiana, ma la loro morte non è stata causata dai nemici che combattevano. Non dimentichiamo che “all’interno dei drappelli di partigiani disseminati per montagne e valli si consumarono micro e macro conflitti, omicidi, giustizia sommaria fino a oggi ignorati.”
Questa “tragica avventura” ci viene presentata “non solo come un episodio della Resistenza ma anche della post-Resistenza, un periodo durato anni, in cui ci si rifiutò di far luce su quell’intreccio di omertà, di paure e di reciproche coperture che alla fine frutteranno carriere, riconoscimenti, onori. Questa storia ci riporta anche ai conflitti interni alle bande partigiane al tempo della loro organizzazione in strutture militari. A una lotta per la sopravvivenza molto più difficile, aspra, dolorosa di quanto non appaia da tanti racconti, a volte edulcorati, della guerra partigiana.”
Ne raccomando la lettura soprattutto agli alunni di quinta, che studieranno quest’anno, tra le pagine del libro di storia, il secondo conflitto mondiale.
Daniela
Questa “tragica avventura” ci viene presentata “non solo come un episodio della Resistenza ma anche della post-Resistenza, un periodo durato anni, in cui ci si rifiutò di far luce su quell’intreccio di omertà, di paure e di reciproche coperture che alla fine frutteranno carriere, riconoscimenti, onori. Questa storia ci riporta anche ai conflitti interni alle bande partigiane al tempo della loro organizzazione in strutture militari. A una lotta per la sopravvivenza molto più difficile, aspra, dolorosa di quanto non appaia da tanti racconti, a volte edulcorati, della guerra partigiana.”
Ne raccomando la lettura soprattutto agli alunni di quinta, che studieranno quest’anno, tra le pagine del libro di storia, il secondo conflitto mondiale.
Daniela
lunedì 13 ottobre 2014
José Ortega y Gasset, Miseria y esplendor de la traducciòn, Granada 1980
La maggior parte di noi solitamente
legge in traduzione. Può quindi non essere del tutto inutile qualche
riflessione sull’attività del tradurre. Come dice giustamente Ortega, tradurre
da una lingua in un’altra in realtà è impossibile. È impossibile perché, come
già aveva detto W. von Humboldt, ogni lingua è espressione di un mondo a sé, è
lo specchio di una particolare concezione del mondo. Giusto per fare un
esempio: in alcuni dialetti Bantù ci sono più di 24 segni classificatori di
contro ai nostri due generi, maschile e femminile (tre, se si aggiunge il
neutro), a seconda che si tratti di esseri animati o inanimati, di alberi alti
o bassi, ecc. Le difficoltà naturalmente aumentano coll’aumentare della
distanza culturale tra i popoli e le loro lingue, ma non vengono meno neppure
tra lingue vicine, soprattutto quando si tratta di opere poetiche. Tanto più
che non vi è mai reale corrispondenza tra un vocabolo, un concetto espresso in
una lingua e il “corrispettivo” vocabolo espresso in un’altra. Insomma tradurre
è un’attività utopica, ma si tratta di un’utopia buona, perché consapevole dei
limiti invalicabili dell’impresa (Ortega distingue tra un’utopia buona e
un’utopia cattiva, quella che non vuole fare i conti con la realtà). Tuttavia
la traduzione ha una funzione importantissima ed è un’attività estremamente
complessa, perché deve sforzarsi di trovare un irraggiungibile equilibrio tra
la fedeltà all’originale, al suo stile, alla sua forma, e la leggibilità della
lingua nella quale si traduce. Insomma, quando è possibile, è meglio leggere in
originale.
Renato
A.Giménez-Bartlett, Una stanza tutta per gli altri, Sellerio 2014
La conoscenza dell’autrice come giallista e la simpatia per il
personaggio di Pedra Delicado protagonista della sua serie più
famosa, mi ha spinto alla lettura di questo romanzo curioso già dal titolo. “Una
stanza tutta per gli altri” è infatti un evidente richiamo al famoso” Una
stanza tutta per sé “di V.Wolff che confesso francamente non aver mai letto. Il richiamo non è casuale
perché la Bartlett costruisce un romanzo “storico” in cui realtà e
verosimiglianza si intrecciano molto
bene, in cui V. Wolff viene raccontata dalla sua domestica Nelly.
La vicenda si svolge nel periodo dal 1916 al 1934, il periodo in
cui Nelly Boxall fu al servizio dei Woolf. E’ il primo ventennio del secolo ,
un periodo denso di avvenimenti.durante il quale, tra guerre, rivoluzioni, totalitarismi, inizia
a prendere forza il movimento di emancipazione delle classi lavoratrici e delle
donne. E questo periodo e il famoso gruppo di Bloomsbury di cui la Wolff è uno
dei fulcri vengono rappresentati con crudo realismo in tutta la loro contraddittorietà.
Strenuo difensore dell’emancipazione femminile, la Wolff non riesce, al di là
delle mere apparenze, a superare un rapporto classista e a volte vessatorio nei
confronti della sua domestica.
Basandosi sugli avvenimenti trascritti dai diari sia
della domestica (invenzione della
Bartlett che assume un valore documentario) che della stessa Virginia,
l’autrice ha messo insieme riflessioni e avvenimenti che ci permettono non solo
di cogliere lo spaccato di un’epoca ma che mostrano anche una indiscutibile e
abile capacità di introspezione psicologica.
Francesca
Keith Devlin, La lettera di Pascal
Può una singola lettera cambiare per sempre il modo di interpretare la realtà e di affrontare la vita? Secondo quanto ci racconta Keith Devlin in questo libro, se Pascal è l’autore della lettera e Fermat il destinatario, i risultati possono essere davvero imprevedibili. Nella lettera del 24 agosto 1654, Pascal propone a Fermat la soluzione di un quesito affrontato da Luca Pacioli nel 1494 e analizzato, nel corso degli anni, da Cardano, Tartaglia e Galileo Galilei. Solo Fermat e Pascal arrivarono alla risposta: Pascal trovò una risposta corretta ma molto complessa, mentre Fermat diede prova della propria superiorità affrontando il problema con una soluzione semplice e ingegnosa. Solo i loro successori permisero a questo risultato di uscire dalle sale da gioco e di entrare nelle nostre vite, diventando una parte fondamentale della nostra quotidianità, visto che il calcolo delle probabilità viene usato per prendere decisioni in tutti gli ambiti, dalla medicina alla finanza. Gli studi di Graunt e Huygens e i risultati raggiunti da Bayes permisero al calcolo della probabilità di ottenere un grado di predizione sempre più grande, visto che si poté prevedere anche l’attacco al Pentagono del 2001. Purtroppo la previsione non venne presa sul serio: ancora una volta, però, la matematica non sbagliava!
Daniela
Daniela
Denis Guedj, Il Teorema del Pappagallo
La sera in cui Nofutur, un pappagallo, fa il suo ingresso nella casa di Montmartre, è l’inizio di nuovi equilibri: Jonathan e Lea, gemelli sedicenni, vi abitano con la madre Perrette, il fratello adottivo undicenne Max e Pierre Ruche, un invalido ottantaquattrenne, proprietario della libreria “Mille e una pagina”. Dopo aver sentito dalla madre il racconto del loro concepimento, dovuto alla caduta in un tombino, Lea e Jonathan sono un po’ sconvolti e Ruche decide di risollevarli, raccontando di un’altra caduta, quella di Talete. Con l’arrivo di due lettere e di una preziosa biblioteca da parte di un vecchio amico di Ruche, Grosrouvre, per la famiglia comincia un viaggio nella storia della matematica, nel tentativo di interpretare le lettere, alla ricerca di un motivo che spieghi la morte del mittente: per questo l’indagine prende i volti di Pitagora, Euclide, al-Khayyam, Brahmagupta, Tartaglia e Cardano, Abel e Galois, Eulero, Fermat e Goldbach. Questi ultimi, in particolare, sono autori di due congetture che Grosrouvre dichiara di aver dimostrato. Dal passato di Ruche, emerge anche il siciliano Tavio, che permetterà ai protagonisti di dare un senso alla morte di Grosrouvre, anche se solo il viaggio a Manaus rimetterà ordine nelle loro vite.
Un viaggio originale nel mondo della matematica, consigliato agli studenti e a tutti gli appassionati di lettura.
Daniela
Un viaggio originale nel mondo della matematica, consigliato agli studenti e a tutti gli appassionati di lettura.
Daniela
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