domenica 4 settembre 2016

Rebecca Skloot, La vita immortale di Henrietta Lacks

Chi si occupa di ricerca ha sicuramente sentito parlare delle preziose cellule HeLa, che hanno permesso ad esempio di trovare un vaccino per il Papilloma Virus. Ma chi si nasconde dietro le iniziali HeLa?
Questa è la storia di una passione, quella dell'autrice, che ha sentito parlare delle cellule mentre studiava alle superiori e ha deciso di scoprire la storia di Henrietta Lacks.
Questa è la storia della medicina, dei suoi progressi.
Questa è la storia della ricerca, ma soprattutto di quei ricercatori che perseguono i propri obiettivi senza sosta, dimenticando il proprio tornaconto.
Questa è la storia della segregazione razziale in America, degli anni in cui esistevano cittadini di serie A e cittadini con diritti limitati.
Questa è la storia della famiglia di Henrietta Lacks: la fatica di crescere senza una mamma, la tristezza della povertà, le pesanti implicazioni dell'ignoranza.
Questa è la storia di Henrietta Lacks.


"Queste colture hanno avuto un ruolo in mille ricerche: la scoperta delle cause del cancro e dei possibili modi per fermarlo; la sintesi di farmaci contro l'herpes, la leucemia, l'influenza, l'emofilia e il morbo di Parkinson; studi vari sulla digestione del lattosio, sulle malattie a trasmissione sessuale, sull'appendicite, sulla longevità, sull'accoppiamento delle zanzare e sugli effetti deleteri delle scorie tossiche. Cromosomi e proteine di HeLa sono stati analizzati con tale precisione che oggi se ne conosce ogni dettaglio. Queste cellule sono diventate come le cavie e i topolini: carne da cannone nei laboratori di tutto il mondo. 'HeLa è stata una delle scoperte più importanti in campo medico negli ultimi cent'anni.'"

Daniela

domenica 21 agosto 2016

Amir D. Aczel, Caccia allo zero

L'incontro con i numeri, avvenuto durante una visita al casinò di Montecarlo all'età di cinque anni, ha cambiato per sempre la vita di Amir D. Aczel: i numeri gli hanno sempre trasmesso un senso di magia e il fascino del proibito ed è forse per questo motivo che, fin da piccolo, Aczel ha coltivato il sogno di scoprirne l'origine. Istruito da Laci, matematico ungherese, ha intuito la loro origine e, solo una volta diventato un matematico affermato, il caso l'ha riportato sulla strada di questa ricerca.
È così che il sogno di un bambino è diventato realtà a costo di grande fatica e studi impegnativi, in un labirinto di incontri che hanno arricchito i due anni di viaggi in India alla ricerca della stele K-127. Il viaggio descritto da Aczel è anche un percorso attraverso la storia della matematica ed un resoconto degli studi effettuati confrontando la filosofia orientale con quella occidentale, perché lo zero è nato proprio grazie all'originalità del pensiero orientale.
Il resoconto di questo viaggio è interessante e emozionante: Aczel ha la capacità di coinvolgerci e di farci sentire le sue emozioni, come la delusione quando sente di essere a un punto morto nella sua ricerca o l'entusiasmo di aver finalmente trovato la stele.
Un libro per riflettere e per imparare qualcosa di nuovo sulla storia dei numeri e sulla storia della cultura orientale.

Daniela

venerdì 19 agosto 2016

Ronald H. Balson, Ogni cosa è per te

Dopo l'esordio di "Volevo solo averti accanto", Balson ci ripropone la coppia formata dall'avvocato Catherine e dall'investigatore privato Liam, questa volta alle prese con un furto di 88 milioni di dollari.
Ma le cose non sempre sono ciò che sembrano: dietro il furto, c'è la storia di un amore impossibile, quello di Jack e Alina e il rapimento della loro bambina, Sophie. Sullo sfondo, e al tempo stesso protagonista, c'è il conflitto arabo-palestinese con l'incubo del terrorismo.
Catherine e Liam, ancora una volta, si trovano ad affrontare una grande sfida: la paura e l'odio sembrano dominare, ma la purezza dell'amore ha la meglio anche in questo nuovo, splendido romanzo di Balson.
La storia coinvolge il lettore fin da subito e gli regala un messaggio di speranza.

Daniela

venerdì 12 agosto 2016

Kristin Hannah, L'usignolo

Vianne e Isabelle: due sorelle già messe alla prova dalla vita. Rimaste orfane di madre da piccole, sono state abbandonate anche dal padre, impegnato a combattere la sua sofferenza per la perdita della moglie e per una Prima Guerra Mondiale che gli ha lasciato l'animo devastato.
Vianne e Isabelle: due sorelle che devono affrontare una nuova guerra. Isabelle affronta il conflitto con la forza della sua ribellione. Vianne, inizialmente impaurita, riesce a far emergere il coraggio di una leonessa quando in gioco ci sono i suoi bambini.
Vianne e Isabelle: due donne come tante altre, che nelle avversità della guerra hanno saputo fare la differenza.

Un romanzo avvincente e coinvolgente: le pagine volano mentre ci immergiamo nelle storie dei partigiani francesi. Sono storie di eroismo e coraggio, eppure non possiamo non provare paura per ciò che i protagonisti si trovano ad affrontare.
Una lettura consigliatissima, per scoprire una voce diversa nella Seconda Guerra Mondiale.

Daniela

lunedì 1 agosto 2016

Paolo Gangemi, Piccolo libro delle curiosità sulla scienza

42 curiosità ad ognuna delle quali è dedicata una manciata di pagine: la lettura poco impegnativa non ci deve trarre in inganno, visto che gli argomenti proposti non sono certo banali, nonostante siano presentati con grande semplicità. La leggerezza dello stile, con le battute colme di umorismo, rende semplice anche il contenuto più difficile ed è un invito all’approfondimento, grazie anche ai numerosi suggerimenti.
Le curiosità sono raggruppate in sei sezioni: matematica, fisica, astronomia, geologia, biologia e biomedicina. Dalla bridgmanite alle cellule HeLa, dalla medusa Turritopsis dohrnii che è praticamente immortale alla scala Kanamori per i terremoti, questo libro può essere fonte di ispirazione per gli insegnanti e occasione di meraviglia per gli alunni.

Daniela

giovedì 21 luglio 2016

B. Codenotti, C. Flandoli - Archimede aveva un sacco di tempo libero

Dal finito all'infinito, il testo guida il nostro percorso attraverso uno dei concetti più difficili della matematica. Fortunatamente l'aiuto di Claudia Flandoli aiuta a stemperare le difficoltà: il fumetto che accompagna e dialoga con il testo è un'occasione di approfondimento e di chiarimento di alcuni concetti, ma, al tempo stesso, ha una storia autonoma.
Al termine di ogni capitolo, la nota storico-bibliografica apre la strada ad approfondimenti attraverso letture più impegnative, ma ci presenta anche alcune curiosità che non hanno trovato spazio nella trattazione più rigorosa.

Il testo nasce dalle conferenze divulgative di Bruno Codenotti e si rivolge agli studenti del triennio delle superiori, che hanno già fatto propri alcuni importanti concetti matematici.

Daniela

mercoledì 1 giugno 2016

Mary Chamberlain, La sarta di Dachau

Ada Vaughan è una ragazza di nemmeno diciotto anni che, nella Londra del 1939, sogna un avvenire luminoso: sogna di migliorare la sua condizione sociale grazie al suo talento, alla sua passione, alla sua professione di sarta. Complice la giovane età e la sua eccessiva fiducia negli altri, la ragazza si invaghisce del conte von Lieben, che la convince a seguirlo a Parigi. Durante il loro soggiorno, ha inizio la seconda guerra mondiale e Ada resta bloccata nella capitale, senza soldi e con un uomo apparentemente molto innamorato di lei. Nella fatica dei primi giorni di guerra, riesce a ricostruirsi e trova lavoro come sarta, ma il conte la coinvolge in una precipitosa fuga in Belgio, dove la abbandona. È proprio a causa di questo evento che Ada si ritroverà a Dachau, prigioniera nella casa del comandante del campo, costretta a confezionare abiti per le donne naziste.
La storia di Ada è coinvolgente e al tempo stesso molto triste: da una pagina all’altra ci si aspetta il suo riscatto, la liberazione, il ritorno a casa, l’accoglienza in famiglia… ma il romanzo non è una storia a lieto fine. Ada è l’esempio di come le differenze di genere e i pregiudizi nei confronti delle donne abbiano potuto fare la differenza nell’Inghilterra del secondo dopoguerra. Mary Chamberlain, professoressa di storia a Oxford, ci racconta con questo libro la storia dolorosa e dimenticata di tante donne che hanno condotto con grande coraggio e determinazione una guerra priva di armi, ma non per questo povera di sofferenza.

Daniela

Monica Hesse, La ragazza con la bicicletta rossa

Amsterdam, inverno del 1943: Hanneke percorre con la sua bicicletta rossa le strade della città. Ufficialmente lavora per un’agenzia di pompe funebri, ma si occupa anche di contrabbando. La perdita di Bas, il suo fidanzato, proprio all’inizio della guerra, ha posto fine ai suoi sogni e ha lasciato spazio solo al cinismo e all’egoismo, uniche armi per sopravvivere in una città ormai allo sbando. Un giorno, la signora Janssen, una delle sue clienti, le chiede di aiutarla a trovare una ragazza che si era rifugiata da lei: inizialmente Hanneke oppone resistenza, non vuole lasciarsi immischiare o correre inutilmente rischi, ma la storia di Mirjam (che ha molti punti in comune con la nota Anna Frank) non può lasciarla indifferente. Alla fine accetta di mettersi in gioco, di mettere a rischio la sua vita e quella dei suoi genitori e conosce un nuovo mondo, un mondo sommerso, un tentativo di resistenza all’esercito invasore.
Tante piccole storie si intrecciano con quella di Hanneke. Una riflessione accompagna la conclusione del romanzo: la vita di ognuno di noi è costellata di piccole scelte quotidiane, apparentemente insignificanti. Le stesse scelte che hanno fatto la differenza fra un atto di coraggio e un atto malvagio durante la guerra, perché in tempo di guerra persino le piccole scelte di ogni giorno possono avere gravi conseguenze.

Daniela

domenica 29 maggio 2016

Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran

Il libro in questione è stato  scritto da una docente universitaria iraniana di letteratura inglese, che agli inizi della sua carriera insegnò a Teheran, città che dovette lasciare a seguito delle restrizioni sempre più inaccettabili da parte del regime islamico dell'Ayatollah Khomeyni nei confronti delle più svariate forme di  libertà di espressione.
Di matrice autobiografica il plot narrativo ha come protagonista per l'appunto un'insegnante universitaria di letteratura americana, che vive nella Repubblica Islamica dell'Iran; costretta a dimettersi dal suo incarico, dopo forti e continue pressioni e critiche ai contenuti delle sue lezioni, la donna decide di continuare il suo lavoro a casa sua, tenendo un seminario settimanale, a cui partecipano il gruppo di studentesse "più affezionate" alle sue lezioni. Il singolare "cenacolo" letterario diventa occasione "per la nuova classe formato ridotto" di  conoscenza reciproca e di scambio di idee anche in merito alla difficoltà di essere donne in Iran.... Interessanti le storie personali narrate da questo singolare gruppo femminile, che forniscono al lettore uno spaccato  di cosa significa vivere senza quelle libertà, che agli occhi di chi  le possiede sono più che scontate. In una delle sue interviste Azar Nafisi rilascia alcuni spunti illuminanti in merito, dichiarando:" Ad un certo punto per me i regimi oppressivi che bruciano libri e uccidono persone non erano più un concetto astratto.....Le arti e le discipline umanistiche minacciano le tirannie perché incoraggiano a pensare liberamente, ad immaginare, a mettere in discussione..L'ayatollah giunse infatti a dire che le università erano fonte di sciagura..."

Dionisia 

giovedì 7 aprile 2016

John Boyne, Il bambino in cima alla montagna

Mi sono affezionata a Pierrot fin dall'inizio: ha perso i genitori da piccolo, ha dovuto abbandonare il suo migliore amico e affrontare la vita in orfanotrofio. Poi, ad un certo punto, la svolta: zia Beatrix ha saputo che lui è rimasto solo e lo vuole a vivere con lei. Fortunatamente il padrone di Beatrix, presso il quale lei lavora come governante, ha accettato di accogliere il bambino in casa propria. E così, dopo aver dovuto subire il bullismo dei più grandi, Pierrot sembra aver trovato un po' di stabilità.
Il capo di zia Beatrix, però, è Adolf Hitler...
Che futuro potrà avere Pierrot, che vede in Hitler una figura paterna? Quale effetto può avere su un bambino la lettura di Mein Kampf per tre volte consecutive nell'arco di diciotto mesi?

Ho fatto il tifo per Pierrot fino alla fine...
Tutti cresciamo anche attraverso gli incontri che facciamo nella nostra vita... possiamo forse dire che avremmo fatto scelte diverse nelle stesse circostanze?

Assolutamente da leggere! Si legge d'un fiato, perché John Boyne, che abbiamo apprezzato con "Il bambino con il pigiama a righe", non delude!

Buona lettura!
Daniela