Oggi c'è stato l'ultimo incontro di WeBook per questo anno scolastico e, devo dire, è stato particolarmente piacevole.
Sono molti i motivi che mi fanno amare questi incontri e me li fanno attendere con impazienza e ora provo ad elencarli:
- l'INCONTRO tra alunni e insegnanti, che hanno occasione di trovarsi senza la rigidità dei ruoli che a volte la scuola impone. È un'occasione per parlare, per mettersi in gioco, per confrontarsi e per crescere. Oggi, in particolare, all'incontro ha preso parte anche BEATRIZ ALEJANDRA TABARACCI, mamma di un nostro alunno - e primo genitore a partecipare ai nostri incontri - e autrice di "1145 - La scoperta";
- la possibilità di PARLARE DI TANTE COSE, non solo di libri. L'argomento di oggi era la violenza e le scelte di lettura sono state le più varie: da Tolstoj con "Guerra e Pace" fino a don Andrea Gallo con "Di sana e robusta costituzione", toccando tanti temi importanti come il terrorismo, la guerra, la violenza contro le donne... ma anche, inaspettatamente, il latino, importante per imparare parole nuove. Con la lungimiranza che solo alcuni adulti riescono ad avere e alcune digressioni, il nostro incontro è stato particolarmente ricco (e mi scuso se, con questa ultime frase, ho peccato un po' di ipotassi...);
- la presenza della VITA, con le sue emozioni e le sue prove: un lettore sa che, leggendo, ha l'occasione di confrontarsi con la realtà della vita, in alcuni casi in modo più spensierato, altre volte commuovendosi e soffrendo con i protagonisti. Nei nostri incontri, quindi, si parla di passioni, di lettura... e di vita!
Se avete voglia di mettervi in gioco, di confrontarvi, di parlare di argomenti seri ma anche giocosi, vi aspettiamo l'anno prossimo, a ottobre... e intanto restiamo in attesa delle vostre recensioni!
Con affetto
il team di WeBook
venerdì 22 maggio 2015
incontro di maggio
Il nostro salotto si è riunito il 10 aprile, con la grande partecipazione della 1^C Liceo Scientifico!
Questo è probabilmente uno dei tanti modi che abbiamo di scoprire le cose e di capire se ci potranno piacere: provare a partecipare! I ragazzi della 1^C hanno partecipato in massa all'incontro: probabilmente molti di loro non torneranno più, ma, per alcuni, questo incontro è stato una scoperta. Hanno capito che, nel nostro salotto, non si fa che parlare - alla pari - di ciò che ci appassiona, la lettura. Ci si confronta, si dialoga, insegnanti e alunni... un'occasione da non perdere!
Il prossimo incontro sarà:
Questo è probabilmente uno dei tanti modi che abbiamo di scoprire le cose e di capire se ci potranno piacere: provare a partecipare! I ragazzi della 1^C hanno partecipato in massa all'incontro: probabilmente molti di loro non torneranno più, ma, per alcuni, questo incontro è stato una scoperta. Hanno capito che, nel nostro salotto, non si fa che parlare - alla pari - di ciò che ci appassiona, la lettura. Ci si confronta, si dialoga, insegnanti e alunni... un'occasione da non perdere!
Il prossimo incontro sarà:
VENERDÌ 22 MAGGIO 2015
ORE 14.30
Per la prossima volta abbiamo scelto il tema della violenza e della guerra... la scelta ci ha stupito ma... questa è la democrazia!!
Dimenticavo: il 23 aprile - per IoLeggoPerché - abbiamo in serbo una sorpresa per gli affezionati di WeBook...
Dimenticavo: il 23 aprile - per IoLeggoPerché - abbiamo in serbo una sorpresa per gli affezionati di WeBook...
Arrivederci a presto!
Daniela e il team di WeBook
lunedì 4 maggio 2015
Valerio Massimo Manfredi, Otel Bruni
Una storia che ripercorre gli anni Italiani dalla prima guerra mondiale fino al secondo dopoguerra. La nostra storia. Quella dei nostri nonni e bisnonni. Manfredi ci offre un perfetto quadro storico, ma nel suo stile. La Storia con la S maiuscola è infatti raccontata dalle storie e dalle vicende dei personaggi della famiglia Bruni, e questo rende alquanto piacevole la lettura, anche per chi appassionato di storia non lo è. Il quadro storico è molto preciso e descrive vividamente cosa hanno significato questi anni per il popolo italiano. L' unica pecca che ho trovato riguarda i dialoghi, i quali non mi sembravano molto precisi; sia il contadino che il dottore di turno usano gli stessi vocaboli e parlano allo stesso modo, questo ha dato, secondo me, meno realisticità all'opera. Il libro mi è sembrato comunque molto avvincente e mi ha aperto gli occhi su tanti aspetti, soprattutto del fascismo italiano. Lo consiglio soprattutto ai ragazzi di quinta superiore, per dare un colore in più ai loro studi sul '900.
Claudia Cretti 5^A Liceo Classico
Claudia Cretti 5^A Liceo Classico
sabato 2 maggio 2015
Huge Howey, Wool
Di distopie su un possibile futuro post-apocalittico ve ne sono a iosa, eppure tra tante ce n'è sempre una che riesce ad emergere. Questo è il caso di Wool: immaginate che una comunità sia costretta a vivere in un enorme silo sotterraneo, diviso in livelli, dove per garantire la sicurezza gli abitanti sono sottoposti a strette regole. L'unico contatto con l'esterno è una telecamera che proietta una collina desolata, il cielo grigio e smorto a causa dell'aria tossica. Un giorno lo sceriffo Holston decide di uscire e andare in contro alla morte. A sostituirlo viene nominata Juliette, un tecnico specializzato nel reparto macchine. Ben presto capirà quanto la sua società sia corrotta e nonostante gli ostacoli che le si porranno dinnanzi, cercherà di arrivare alla verità che si cela sulla storia del silo.
Un romanzo coinvolgente, in cui ogni parte è costruita con estrema cura e pignoleria. Sebbene fin da subito si intuiscano i buoni e cattivi, è impossibile prevedere lo svolgimento naturale degli eventi a causa dei colpi di scena. Più ci si immerge nella lettura e più si è assetati di conoscenza, esattamente come Juliette.
Giulia Ravelli, 4^ classico
John Green, Cercando Alaska, Rizzoli
Miles è un ragazzo di sedici anni timido, riservato e con la passione di memorizzare le ultime parole di personaggi famosi. Proprio con le ultime parole di François Rabelais '' Vado in cerca di un grande Forse'', lascia la casa natale per frequentare l'istituto di Culver Creek, in Alabama.
Qui fa subito amicizia con il suo compagno di stanza Chip detto ''Colonnello'', il quale gli presenta Alaska. Miles rimane colpito dalla ragazza, così bella, estroversa e irraggiungibile, ma che cela dentro di sé anche una parte più oscura e riservata. Le vite dei ragazzi trascorrono tra lezioni scolastiche, feste, le prime sbornie, gli scherzi al preside e le sigarette fumate in segreto. I loro pensieri e le loro esperienze non sfociano mai nel banale, ma sottolineano le inquietudini, le gioie improvvise e i malesseri momentanei tipici dell'adolescenza. Una notte però accade un evento terribile, destinato a segnare le loro esistenze. Sarà allora che dovranno imparare ad essere forti e a sostenersi a vicenda.
Non avevo mai letto un libro di John Green, ma bisogna ammettere che l'autore sa costruire gli animi dei protagonisti e trasformare dialoghi banali in perle di riflessione esistenziale molto intense. Vi invito a lasciarvi trascinare da questa lettura e a sentirvi uno degli alunni della Culver Creek.
martedì 21 aprile 2015
Il passo di un libro che voglio condividere con voi
Giovedì 23 aprile 2015, in occasione della Giornata Mondiale del Libro, i fedelissimi di WeBook si riuniscono alle ore 10 per un incontro dal titolo “Il passo di un libro che voglio condividere con voi”.
L’incontro è aperto anche a coloro che hanno pubblicato almeno una recensione sul Blog. Gli studenti che intendono partecipare sono invitati a rivolgersi in Vicepresidenza per ottenere l’autorizzazione.
Il team di WeBook
L’incontro è aperto anche a coloro che hanno pubblicato almeno una recensione sul Blog. Gli studenti che intendono partecipare sono invitati a rivolgersi in Vicepresidenza per ottenere l’autorizzazione.
Il team di WeBook
sabato 18 aprile 2015
Hannah Kent, Ho lasciato entrare la tempesta
Il romanzo, ambientato nell'Islanda dell'Ottocento, narra della storia di Agnes Magnúsdóttir, una giovane donna accusata di aver ucciso l'uomo che amava, Natan Keltisson. In quel luogo e periodo vi era una limitata apertura mentale e di conseguenza una giovane intraprendente ed intelligente come la protagonista era malvista dal “popolino”. Natan era per alcuni un medico prodigioso, capace di salvare molte vite da una morte atroce; per altri invece uno stregone, figlio del diavolo. Le credenze popolari e le superstizioni conferiscono maggiore ambiguità ai personaggi, che sembrano perennemente sospesi tra bene e male. Il cadavere di Natan è stato ritrovato martoriato, insieme a quello di un altro uomo, con tagli, profonde contusioni e bruciature a seguito di un incendio divampato nella casa. Tutti i sospetti ricadono su Agnes e su altri due servi. La protagonista viene condannata e privata della sua libertà: « In qualità di rea condannata della corte di questo paese, hai perduto il diritto alla libertà». Ella viene costretta a prestare servizio ad una famiglia disposta ad accoglierla e mantenerla fino al giorno dell'esecuzione; qui riceverà anche la visita di un sacerdote, inviato allo scopo di preparare spiritualmente la donna alla morte ed eventualmente di riferire un miglioramento comportamentale e una certa forma di pentimento della rea alla corte giudiziaria, per ottenere la revisione del suo caso e forse la sua salvezza. Il libro presenta due diversi narratori: uno esterno in terza persona ed uno in prima persona, Agnes. Questo espediente permette l'inserimento di pensieri e ricordi della protagonista (con ampi flashback), insieme alle sue reazioni esterne. Il mix di questi fattori palesa le molteplici sfumature della protagonista, rendendola un personaggio decisamente affascinante e misterioso. La scrittura trovo sia curata e scorrevole; essa insieme alla trama ed all'ambientazione suggestiva rende il libro molto piacevole alla lettura e davvero coinvolgente, nonostante la delicatezza del tema trattato, considerando che quella di Agnes è una storia vera. Consiglio caldamente la lettura di questo romanzo! Chiudo la recensione con una citazione: «Io resto muta. Determinata a chiudermi nel mio mondo, a serrare il mio cuore e a tenere stretto quel poco di me che non hanno ancora rubato.[...] Mi aggrapperò a chi sono dentro e stringerò le mani intorno a tutto ciò che ho visto e udito, e provato. [...] Seppellirò tutto quel che mi rimane per immergermi negli abissi. Se parlerò, saranno solo bolle d'aria. [...]Vedranno la sgualdrina, la pazza, l'assassina, la femmina che gronda sangue sull'erba e ride con la bocca piena di terra.[...] Ma non vedranno me. Perché io non ci sarò».
Francesca Rovaris 5^a scientifico
Francesca Rovaris 5^a scientifico
Mario Rigoni Stern, Storia di Tönle
L’autore è noto soprattutto per il suo Sergente nella neve. Ma oltre alle opere in cui narra le proprie esperienze di guerra, ne ha lasciate numerose altre ispirate alla sua terra, l’Altopiano dei Sette Comuni in Veneto. L’Altopiano è caratterizzato da una natura bellissima e aspra (“quattro mesi di gelo e gli altri otto di inverno”, dice un proverbio locale) e dall’antica cultura cimbra. Lo scrittore è profondamente legato a questi luoghi particolari, in cui ha sempre vissuto dopo il ritorno dalla guerra: li conosce e li descrive in modo non retorico, attento a rendere la realtà della vita della natura e dell’uomo in quelle montagne.
Il (breve) romanzo Storia di Tönle ha come protagonista un uomo semplice, un pastore che le vicende della Storia tentano di travolgere, prima sotto forma di un arresto per contrabbando, poi della prima guerra mondiale e dell’esodo forzato degli abitanti di quelle zone. Tönle vive ai margini della Storia ma ne è comunque travolto; e resiste con coraggio, senza mai perdere di vista i propri valori e ideali. Un eroe? Un antieroe?
Caldamente consigliato.
Il (breve) romanzo Storia di Tönle ha come protagonista un uomo semplice, un pastore che le vicende della Storia tentano di travolgere, prima sotto forma di un arresto per contrabbando, poi della prima guerra mondiale e dell’esodo forzato degli abitanti di quelle zone. Tönle vive ai margini della Storia ma ne è comunque travolto; e resiste con coraggio, senza mai perdere di vista i propri valori e ideali. Un eroe? Un antieroe?
Caldamente consigliato.
Giovanna
mercoledì 15 aprile 2015
Alice Miller, "Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé"
L'autrice del libro in questione, nonché psicologa e psicanalista, nei suoi scritti si è occupata prevalentemente dei disagi derivati dagli abusi psico-fisici perpetrati sui bambini anche e soprattutto inconsciamente da parte dei genitori.
Nello specifico, in quest'opera saggistica la Miller si sofferma su una questione, che francamente nell'ambito della psicologia dell'età evolutiva non è sicuramente una novità: le sottili manipolazioni, talvolta al limite della violenza, di cui è capace l'amore genitoriale per ottenere "il bravo bambino", figura su cui i genitori proiettano i loro più reconditi bisogni, pilotandone l'esistenza. Risultato? Il bambino intraprenderà un vissuto, che poi non sentirà suo, un'esistenza in cui, ad un certo punto non si riconoscerà.
Se questa sezione, come ho già accennato, non ci presenta nulla di rivoluzionario, più interessante anche per i suo respiro ottimistico è la proposta avanzata dall'autrice per sanare la lacerazione che ad un certo punto non potrà che crearsi tra genitori e figli e per dare la possibilità al "bambino già cresciuto" di trovare il vero sé.
Quale? In un certo senso fissando una nuova rinascita, una ripartenza in cui genitori e figli, collaborando ed impostando il loro rapporto su un sano interscambio possano trovare una realizzazione condivisa. I primi, in tal caso avrebbero la possibilità di contribuire alla concretizzazione dei sogni fino a quel momento rimasti tali di un figlio, che dal canto suo, grazie ad una maggior maturazione potrebbe essere più comprensivo anche nei confronti di genitori evidentemente imperfetti, ma per lo meno disposti a rimettersi in gioco.
Dionisia Vittori
Dionisia Vittori
venerdì 10 aprile 2015
incontro di aprile
Il nostro salotto si è riunito il 27 febbraio, con rinnovato entusiasmo!
Mi piace pensare ai nostri incontri proprio come se fossero un incontro nel salotto di casa, con gli amici più cari. Forse perché è in questo clima che si svolgono gli incontri: un clima rilassato, di confidenza e accoglienza reciproca. Ognuno di noi parla senza imbarazzo delle proprie passioni e ognuno di noi è pronto ad accogliere, anche se non è sempre facile "capire" i gusti degli altri.
Vi basti sapere che, in questo incontro, abbiamo parlato dei "Promessi Sposi" e delle altrettanto (?) famose "Cinquanta sfumature di grigio"... ma se volete avere un'idea di come questo strano mix possa avere luogo, non vi resta che partecipare al prossimo incontro, che si terrà:
Mi piace pensare ai nostri incontri proprio come se fossero un incontro nel salotto di casa, con gli amici più cari. Forse perché è in questo clima che si svolgono gli incontri: un clima rilassato, di confidenza e accoglienza reciproca. Ognuno di noi parla senza imbarazzo delle proprie passioni e ognuno di noi è pronto ad accogliere, anche se non è sempre facile "capire" i gusti degli altri.
Vi basti sapere che, in questo incontro, abbiamo parlato dei "Promessi Sposi" e delle altrettanto (?) famose "Cinquanta sfumature di grigio"... ma se volete avere un'idea di come questo strano mix possa avere luogo, non vi resta che partecipare al prossimo incontro, che si terrà:
VENERDÌ 10 APRILE 2015
ORE 14.30
Per la prossima volta abbiamo scelto il tema della libertà... forse perché davvero è aria di libertà quella che si respira nella biblioteca della nostra scuola!
Arrivederci a presto!
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